Tuesday, April 26, 2011

UN MILIONE D’EURO, Puntata 3 « FIABEEE! di Guido Sperandio – home

  

 

 

 

UAUUU!
Passò una ragazza.
Aveva la pelle colore caffellatte. Camminava spedita.
Teneva un sacchetto della spesa.
Era nata in Brasile, ma era stata adottata in Italia, presto, da piccola. E i ragazzi le facevano la corte perché era cresciuta splendida. Potente. Un fiore.
«Consuelo! – Ben la chiamò –. Su, vieni!»
Salvatore lo spintonò: «E statti zitto! Lasciala andare. Non è momento». Consuelo rispose: «Ho fretta, mi aspettano a casa».
Accelerò.
L'apparizione della ragazza era bastata. Aveva distratto i tre. Nessuno dei tre pensava più alla valigetta.
Restarono a lungo a seguire Consuelo con lo sguardo.
A Nicola piaceva Consuelo. Ne era perso-cotto. E proprio per questo teneva per sé il sentimento. Attento a non farlo trapelare.
I compagni - l'avessero saputo – lo avrebbero deriso. Preso in giro. E avrebbero anche parlato e sparlato di Consuelo con espressioni grossolane.
Era tanto vero che Ben ruppe il silenzio.
Espresse sul conto della ragazza un commento non proprio galante. E Salvatore lo zittì: «Taci, lattante».
Non che Salvatore intendesse redarguire Ben.
Il suo non era un invito a toni accettabili e civili.
Per niente.
Semplicemente, Salvatore riteneva che i compagni non fossero all'altezza. Certi discorsi – specie se si trattava di donne - poteva farli solo lui.
Ben si avvicinò alla valigetta. Si chinò. Strappò un filo d'erba, e lo passò e ripassò sul cuoio bruno.
Quasi volesse esorcizzarne il contenuto micidiale.
Mentre Nicola stava abbandonato ai suoi sogni: l'immagine di Consuelo impressa negli occhi.
Salvatore ruppe l'incantesimo. «Lasciamo la valigetta dov'è – disse –. Andiamocene. Decideremo dopo cosa farne.»
In realtà, ciascuno dei tre seguiva un proprio ordine di idee.
Nicola rimuginava che avrebbe pagato non so quanto per ritrovarsi con Consuelo. Loro due soli, a tu per tu.
Ben rimuginava che Salvatore era un tipo tosto, che ci sapeva fare.
Salvatore rimuginava come trarre profitto dal ritrovamento della valigetta. Pensò che avrebbe potuto segnalarne la presenza a televisioni e giornali e diventare famoso. Sicuramente tutti si sarebbero buttati a intervistarlo, e lui si sarebbe fatto pagare lautamente.
Nel frattempo, però, nessuno avrebbe dovuto ritrovare la valigetta, e così Salvatore ordinò di ricoprirla di erba e foglie.
Ben, pronto, eseguì l'ordine.
Si allungò verso il sambuco per strapparle. Ma scivolò. Perse l'equilibrio. Tentò di riacquistarlo e si aggrappò a un ramo. Che si spezzò.
Ben rovinò pesantemente sulla ventiquattrore.
Che non scoppiò.

Ben si rialzò. Pallido e tremante. Si toccò. Incredulo di essere vivo, intero. Salvatore sfogò la tensione coprendo Ben di insulti.
Nicola si riscosse, Consuelo era finalmente uscita dai suoi sogni.
«Si può aprire visto che non scoppia» disse Salvatore. E fece scattare la serratura della valigetta. Alzò il coperchio.
La valigetta era colma di mazzette.
Da 500 euro.

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