Mi affaccio alla finestra della notte:
tornano a splendere le stelle
che come sogni si tingono di luce.
Crescono nel sonno trame di illusioni
Che al soffuso riverber della luna.
Accarezzano il vento,
Che incerto soffia tra la veglia e il sonno,
ov'è il ricordo di oniriche presenze,
di cieli mai veduti e mondi vani. Sorge il sole tra burrascosi mari,
L'isola che non c'è, dimora di folli, che vivon di notte e presto si dissolvono se poi la luce appare,
Si fabbricano, più in alto delle stelle,
lievi sostanze mutevoli di sogno
negli sconfinati orditi del vero. Questo post è stato pubblicato il maggio 7, 2011 alle 1:56 am ed è archiviato in Poesie e altro . Puoi seguire i commenti a questo post con il feed RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta, o mandare un trackback dal tuo sito.
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